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Cosenza, l’antica Cosentia, capitale della federazione bruzia, ricca di storia e di cultura, si trova nella valle in cui il Busento termina il suo corso e confluisce nel Crati; secondo la leggenda, proprio nel letto del Busento venne sepolto il re visigoto Alarico con i suoi tesori.
Il centro storico, nella parte alta della città, è uno dei centri storici più belli e interessanti d’Italia (nel 2008 è stata riconosciuta come Città d’arte dalla Regione Calabria) per le grandi dimensioni, ma soprattutto gli elementi di pregio che presenta: conserva gioielli artistici tra cui spicca la cattedrale, di aspetto gotico-cistercense – tra i suoi ricchi arredi si ricorda, nel transetto sinistro, il monumento sepolcrale di Isabella d’Aragona, moglie di Filippo III di Francia, scolpito da artisti francesi alla fine del XIII secolo; il palazzo dell’Arcivescovado, presso la cattedrale, custodisce pregevoli opere d’arte e oreficerie: si distinguono la tavola duecentesca della Madonna del Pilerio e la tela di Luca Giordano dedicata all’Immacolata.
Nella parte antica della città vi sono edifici monumentali, palazzi nobiliari, edifici antichi, chiese, conventi, case fortezze, slarghi e piazze, e un dedalo di viuzze. Lungo il corso Telesio si trovano la Casa delle Culture e il Duomo del 1100. Inoltre, nella parte antica della città vi sono edifici monumentali, palazzi nobiliari, edifici antichi , chiese, conventi, case fortezze, slarghi e piazze, e un dedalo di viuzze.
D’interesse sono anche la Biblioteca nazionale e i conventi di San Gaetano e San Domenico con le relative chiese. Sul colle Triglio si trova Palazzo Arnone, un tempo carcere e tribunale, ora restaurato e diventato sede della Galleria Nazionale, che espone tra le tante opere l’originale icona della Madonna del Pilerio protettrice di Cosenza e la Stauroteca, una croce-reliquiario molto preziosa, donata da Federico II alla città in occasione della riconsacrazione della Cattedrale (1222).
L’imponente castello, sul colle del Pancrazio, risale all’epoca normanna; fu roccaforte di Federico II di Svevia. Modificato e restaurato più volte in epoche diverse, è un belvedere sulla città e sui monti della Sila.
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