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Giffone è un piccolo paese situato in provincia di Reggio Calabria ad oltre 600 m.s.l.m., tra l’Aspromonte e le Serre Calabre, che conta poco più di 2.000 abitanti.
Di origini settecentesche, il paese prende nome dal suo fondatore, il marchese Francesco Giffone di Cinquefrondi.
Inserito in un ambiente naturale, ricco di fitti boschi di faggi e castagni, tra piccole sorgenti, sentieri, dirupi e panorami unici, in particolare nella località Contura, il territorio di Giffone, isnieme al altre zone limitrofe, è stato definita dai geologi “Terra emersa”, dopo ritrovamenti di conchiglie e molluschi. Il materiale paleontologico rinvenuti a Giffone, e nelle zone della Limena, Galatro, Maropati, Anoia e Cinquefrondi, dovrebbero appartenere all’ultimo periodo dell’era Cenozoica o Terziaria.
Giffone è un tipico paese di montagna, con vie strette e scorci panoramici, come “la bellavista”; il centro storico mantiene ancora il suo impianto originario, costituito da vicoli a scala, pavimenti in pietra, lungo i quali sono state costruite le case a schiera.
La Chiesa intitolata a Maria SS. del Soccorso si trova in una posizione singolare, all’estremità della storica scalinata in pietra, palcoscenico di tante manifestazioni e riti religiosi, dalla quale si dipartono le viuzze del centro storico. Ammirandola dalla parte più bassa, si nota un effetto fortemente scenografico.
Da visitare, anche la chiesa della Madonna del Carmelo, San Giuseppe e la antica statua di San Bartolomeo Apostolo.
In località Cuntura si trova il Santuario di San Bartolomeo Apostolo, presso il monte Locarni, in onore del Santo protettore. Al suo interno si ammira il mosaico raffigurante la scorticazione di S. Bartolomeo. Nelle vicinanze del santuario vi è anche una fontana ”Fontana di Lu Mustazzolaru” oggi “Fonte San Bartolomeo”, costruita per prelevare l’acqua da utilizzare per la costruzione del Santuario, e oggi sosta obbligata per chi viene a visitare il santuario, respirando aria salubre sotto i fitti boschi.
Altri monumenti da vedere sono il Calvario, i ruderi della Chiesa di San Giuseppe e la Fontana dei Sette Canali, simbolo del paese, situata nella piazza principale ove vi è anche il monumento ai caduti.
Esiste un mulino ancora in funzione è il “mulino del duca”, situato lungo il fiume Eia in prossimità della zona denominata Cubasina, che viene aperto solo in occasione della sagra del fungo nel mese di ottobre.
Giffone è famoso per i suoi tradizionali piatti a base di funghi, che la contraddistinguono in tutto il comprensorio; dall’antipasto al secondo e contorno, il fungo diviene protagonista della gastronomia del luogo, ma si possono assaggiare i prodotti tipici locali nei punti vendita dei panifici: pane bianco, di granoturco, integrale, di semola, panini, griselle, cestini, biscotti al latte, nacatole.
Tra le manifestazioni e le ricorrenze religiose da non perdere, segnaliamo il Natale che si apre il 16 dicembre con la Novena e la Messa allietata da canti natalizi, con suonatori e zampognari che suonano per le vie del paese. È allestito, un bellissimo Presepe meccanizzato con circa trenta pastori in movimento, scenografia di luci che riproducono le diverse ore della giornata. Le vie del Paese vengono addobbate con le luminarie ed in piazza Vittorio Veneto si costruisce la capanna, nella quale la notte del 24, dopo la Veglia di mezzanotte, viene portata in processione la statua di Gesù Bambino e sempre da qui il 6 gennaio viene riportata in Chiesa.
Il 26 dicembre in Chiesa l’associazione Musicale “Zagarella” sotto la direzione del Maestro Antonino Giacobbe si esibisce nel concerto natalizio.
In occasione del Natale si svolge il presepe vivente organizzato dall’Istituto Comprensivo di Giffone, rappresentazione che i giffonesi
San Bartolomeo, patrono di Giffone, viene festeggiato il 25 Agosto di ogni anno. Il 14 dello stesso mese c’è il pellegrinaggio dalla Chiesa parrocchiale al Santuario di S. Bartolomeo, nella località Contura.
Singolare è la processione della Via crucis vivente , che si svolge la mattina del Venerdì Santo lungo le vie del paese. Attori appartenenti alla comunità di Giffone indossano costumi di manifattura locale, mentre le armature dei soldati provengono da Cinecittà di Roma. La processione inizia nella zona Villa Bianca accompagnata dalla banda musicale del paese, fino alla Villa Pelli con marce allegre per poi passare prima della flagellazione ad un brano di Albinoni “Adagio in Sol minore”. La folla si avvia per le vie del paese e poi fino al Calvario, situato fuori del centro abitato, quindi l’arrivo dei partecipanti alla via Crucis, con la folla al seguito e la conclusione della via Crucis con la rappresentazione della crocifissione.
Un altro appuntamento tradizionale è La svelata, che si svolge la mattina di Pasqua. Tutti gli abitanti partecipano alla preparazione dell’Affrontata, che si svolge lungo la storica scalinata di via Plebiscito. La tradizione vuole che per portare a spalla San Giovanni venga fatto un incanto per chi offre più soldi ed ecco a questo punto che San Giovanni inizia i suoi giri per cercare la Madonna vestita a lutto e comunicarle della resurrezione di Gesù. Poi viene portato a spalla avanti e in dietroproprio lungo la scalinata, fino all’incontro in piazza Umberto I, tra il Santo, Gesù e la Madonna, il cui velo viene tirato e da nero diviene bianco, in segno della resurrezione del Cristo. Il rito si conclude con le note del Mosè di (Rossini) eseguite dalla banda musicale del paese, in un atmosfera davvero emozionante.
Da non perdere è la sagra del fungo, che si svolge la terza domenica di ottobre, è organizzata dall’associazione culturale e micologica giffonese, che si articola in tre giorni. Tra le vie Zagarella e Ugo Foscolo si allestiscono gli stand con i tavoli per la degustazione.
Durante la sagra, si preparano direttamente sul posto la ricotta e il formaggio locale con latte di mucca, che si gustano ancora caldi fumanti.
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