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Le impronte del diavolo

Palmi, bellissima località incastonata nella Costa Viola, è sovrastata da un monte a strapiombo sul mare, il monte Sant’Elia, al quale è legata  una inquietante leggenda. Il monte, in origine, si chiamava Aulinas e tale nome gli rimase fino a quando S. Elia da Enna detto il Profeta, non vi costruì un grande convento. Nel 1783, il convento fu distrutto da un forte terremoto e sulle sue macerie, nel 1804, venne costruita una chiesetta per volere di San’Elia Juniore, il santo dell’epoca delle predicazioni cristiane in Calabria.

Secondo la leggenda, Sant’Elia voleva costruire un convento in cima a quel monte ma il Diavolo aveva cercato in tutti i modi di impedirne la costruzione, diroccandolo ogni notte.



Un giorno, mentre Sant’Elia passeggiava sul monte recitando le sue preghiere, incontrò un uomo dal volto nero che gli mostrò un enorme sacco pieno di monete. L’uomo raccontò al santo che aveva trovato le monete in un casolare abbandonato e voleva dividerle con lui, ma Sant’Elia prese le monete e le lanciò lungo giù dal monte; mentre rotolavano, le monete si trasformavano in pietre nere, ancora oggi reperibili sul monte. Elia si accorse che l’uomo nero, in realtà era diavolo, e lo spinse scaraventandolo in mare. Mentre cadeva, il diavolo urtò contro un masso di granito e vi lasciò le impronte delle braccia, delle gambe e della coda. Nella roccia, sul monte Sant’Elia, si vedono infatti ancora oggi tre segni profondi bruciacchiati scavati nella roccia (il piede, lo stinco e la mano) che il Diavolo, spintonato da Sant’Elia, lasciò prima di precipitare da ben 600 metri di altitudine nel mare Tirreno.

Quando il diavolo cadde in mare, le acque gorgogliarono e schiumarono, e sul mare si delineò un’isola a forma di cono, dalla cui sommità uscivano lingue di fuoco e fumo: era lo Stromboli col demonio imprigionato che soffiava fiamme e tuoni.
Si narra che tutt’oggi il diavolo continua a far sentire la sua presenza sputando fuoco, nel vano tentativo di uscire da quella prigione.

Se ci si reca a Palmi, non si può fare a meno di visitare il monte Sant’Elia,e una volta in cima, lo straordinario panorama sull’Etna, le Isole Eolie e la Calabria, vi toglierà il fiato.

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